La via del benessere
Per mantenersi in salute è necessario domandarsi… perché?
Non basta più spegnere un dolore o un fastidio fisico. Occorre avere la consapevolezza di ciò che il corpo comunica, altrimenti, anche il più estremo dei provvedimenti, non sarà di aiuto per migliorare e rinforzare le nostre risorse.
Attualmente nelle relazioni sociali dedichiamo molta attenzione all’accettazione e al giudizio da parte dell’altro, proviamo ansia da prestazione, ci sentiamo giudicati in base ai nostri inestetismi fisici, cerchiamo gratificazioni nei social, ecc..
Tutto ciò ci allontana dall’introspezione, dall’ascolto del nostro corpo e delle nostre emozioni.
I valori attuali promuovono una cultura che cerca di eliminare il disagio di una manifestazione del corpo, senza porsi troppe domande. Che sia un mal di testa, un dolore alla schiena, un dolore cervicale, un problema intestinale, insonnia o un inestetismo, utilizziamo ogni mezzo per eliminarlo velocemente e per non sentirlo più… non c’è tempo.
Grazie alla prospettiva che regala la riflessologia, è evidente che tutte le manifestazioni, e le caratteristiche fisiche, già nel momento in cui si presentano, sono degli alleati che ci parlano di noi e delle nostre emozioni.
Ci permettono di comprendere la causa del nostro disturbo fin dall’origine e di utilizzare manualità specifiche senza aspettare che il problema diventi cronico. Spesso, lavorando in prevenzione si riesce ad intervenire prima che il sintomo si presenti.
Oggi si può lavorare utilizzando il linguaggio del corpo grazie all’interazione tra conoscenze provenienti da differenti ambiti (medicine antiche, scienze mediche, psicologia ecc.).
Se da un lato le scoperte scientifiche dimostrano l’efficacia di pratiche antiche, queste ultime ci ricordano quanta saggezza era racchiusa nei primi grandi pensatori.
Interessante come in tempi antichi, la cura di sé portava ad una visione più ampia rispetto al concetto a cui oggi mediamente siamo abituati.
Platone, nel dar voce al pensiero socratico, in merito alla cura di sé, ci ha lasciato queste due righe:
«Ebbene, potremmo mai sapere quale arte renda migliore se stessi, mentre ignoriamo chi siamo noi stessi?» (Platone, Alcibiade, 129a).
Questo pensiero è da sempre condiviso dalle culture orientali, dalle quali possiamo imparare come l’importanza della cura di sé sia fondamentale per ogni aspetto della vita. Ad esempio quanto segue è tratto da un classico confuciano e ci ricorda quanto è importante ampliare gli orizzonti in merito:
“Nell’antichità per far risplendere la luce dalla virtù per tutto l’universo, si iniziava riordinando il proprio paese. Per riordinare il proprio paese si iniziava riordinando la propria famiglia. Per riordinare la propria famiglia si iniziava perfezionando se stessi. Per perfezionare se stessi, si iniziava rendendo autentica la propria intenzione. Per rendere autentica la propria intenzione, si iniziava sviluppando la propria conoscenza e si sviluppava la propria conoscenza esaminando le cose… . Una volta che l’intenzione sia autentica, il cuore diventa diritto. È rendendo diritto il proprio cuore che si perfeziona se stesso. È perfezionando se stessi che si riordina la propria casa ed è riordinando la propria casa che si riordina il paese, ed è quando i paesi sono in ordine che la Grande Pace si realizza in tutto l’universo”.
Questi temi sono senza tempo a continueranno ad essere attuali perché le nostre scelte devono sempre partire dalla conoscenza di noi stessi, in quanto è da li che parte la via del benessere.
Nei secoli in cui l’uomo ha iniziato a prendersi cura di sé in modo consapevole, indipendentemente dalla cultura, la pratica era orientata alla prevenzione e alla ricerca di equilibrio psicofisico. Per raggiungere tale scopo la lettura del corpo e delle emozioni sono utilizzate da sempre nella prevenzione, per quanto possibile, della malattia.
Il benessere si può raggiungere e mantenere partendo da un massaggio, da una prospettiva di pensiero e di approccio in linea con la proprie caratteristiche.
Il benessere è il te…